Quello che è successo a rosarno è di una gravità inaudita, tralasciando il fatto che probabilmente le arance che arrivano a casa mia passano proprio per le mani degli africani in rivolta, vorrei soffermarmi sul problema alla radice. In uno dei limitanti servizi propinati in tv si sente di sfuggita uno di questi ragazzi dire che se vogliono rimandarli in africa che lo facciano, ma che non possono trattarli cosi male. Ebbene se dovessi esprimere un giudizio in ottica bipartisan direi che dovrebbe essere proprio cosi, cioè che in italia non sarebbero dovuti essere ammessi se non ci fosse stata la possibilità di offrigli una vita dignitosa.
Quello che raccontano essere successo a rosarno non può non far nascere istintivamente la paura che parti del nostro paese si trasformino in campi di guerriglia urbana, gli stessi che questi ragazzi hanno lasciato venendo in italia e a cui sono molto più abituati di noi.
Il problema è permettere che vengano sfruttati per lavori di cui abbiamo bisogno, questo è il centro della contraddizione berlusco-leghista. Se non vogliamo gli immigrati mandiamoli via, confiniamoli, impediamogli di lavorare, ma contemporaneamente accettiamone le ricadute economiche.