I Gay nella Lega

di Rino

In diretta da radio24 dichiarazioni sfuse di militanti  leghisti omosessuali.

Un parlamentare veneto della lega ha dichiarato, all’inizio della trasmissione, che il dna della lega è incompatibile con l’omosessualità. I radiogiornalisti cruciani e parenzo lo hanno facilmente messo alle corde e hanno (udite udiete) scovato diversi militanti della lega gay. Salvini stesso ha ammesso che nella lega ci sono anche omosessuali, sempre in diretta.

Contestualmente un militante della lega bergamasco ha categoricamente escluso che nella sua sezione potesse esserci un leghista gay, assolutamente, adducendo motivazioni vagamente cristianiste, beccandosi del “disturbato” da Parenzo.

Ebbene caro Parenzo e cari Sinistroidi è meglio che velo schiaffate bene in testa: i disturbati non sono i leghisti o i berlusconiani convinti, oggi i disturbati siete voi, e siete anche in minoranza.

La sinistra rappresenta l’equità sociale, la tolleranza e il progresso? Cazzate! Cari amici progressisti moderati, cari amici neocomunisti, cari amici dei centri sociali che avete lottato per garantire l’eguaglianza orizzontale, avete sbagliato tutto, neanche una virgola di quello che vi hanno insegnato Marx, Berlinguer, gli anni di piombo, il neofascismo è servito a rendere la società migliore.

L’unica cosa che si può fare è lottare per se stessi, impiantare un sistema che premi la caparbietà, la spegiudicatezza ed il profitto e che schiacci violentemente tutti gli altri. Laciate che il 90% degli eterosessuali schiacci il restante 10% omosessuale esattamente come la lega schiaccia le speranze degli immigrati e non abbiate scrupoli perchè, a quanto pare, loro al vostro posto farebbero la stessa cosa.

Prima vene renderete conto e prima capirete che non avete più ragione di esistere.

2 commenti to “I Gay nella Lega”

  1. non ho capito la tua conclusione, però conosco personalmente un leghista gay, che ricopre anche una carica di consigliere comunale.

  2. dunque, cercavo di dire che la concezione con cui mi sono avvicinato alla sinistra (equità sociale, parità sostanziale, diritti sociali e civili, non discriminazione e laicità) è in fase terminale; quindi invitavo la vecchia guardia dei centri sociali, dei circoli e dei figli del 68 a prendere atto della subdola sconfitta ed ammettere che ormai è rimasta esclusivamente una questione di gettito fiscale e di spesa pubblica.

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